R4i-LCRS: il jolly Reference per fronte e surround
R4i-LCRS può fare sinistra, centro, destra o surround: la sua forza è costruire sistemi coerenti con un solo modulo in-wall.
Il formato corto con un woofer da 165 mm entra in pareti dove gli R5i non trovano posto e consente di ripetere la stessa apertura su più canali. È il modello Reference per sale compatte, layout completi o installazioni in cui flessibilità e uniformità pesano più della massima pressione.
Caratteristiche principali
- Diffusore in-wall a 3 vie
- DPC Array con tre cupole da 26 mm in seta
- Woofer da 165 mm HPF
- 50-200 W; 4 ohm; 88,8 dB
- Foro 438 x 257 x 101,7 mm; 11,2 kg
- THX Ultra LCR e THX Dominus Surround
Un modello per tre zone del sistema
Una terna copre il fronte, mentre altri esemplari presidiano fianchi e retro. Ripetere la medesima sagoma facilita predisposizioni, assistenza e taratura, conservando una firma uniforme lungo il perimetro. Come principale richiede subwoofer e distanze ragionevoli; come surround sfrutta la dispersione controllata e la certificazione Dominus dedicata.
Il vantaggio sul R5i
R5i-LR e R5i-C offrono due woofer e più margine sui canali frontali, ma richiedono vani più lunghi e due orientamenti distinti. R4i-LCRS rinuncia a parte della capacità per adattarsi a più ruoli. È la scelta giusta quando la parete detta il formato o quando si vuole la stessa sorgente su tutto il piano orizzontale.
Perché non è un diffusore da soffitto
Pur essendo versatile, R4i-LCRS nasce per la parete. I canali Atmos e DTS:X richiedono una copertura orientata dal soffitto verso le sedute, compito di R3ic o R2ic. Montare R4i sopra la testa senza rispettarne la direttività significherebbe usare la flessibilità nominale contro il progetto acustico.
Reference compatto e installabile
La tripletta di cupole morbide e il basso HPF definiscono una voce Reference diversa dalla precisione materica del Signature. Il back box chiuso in alluminio, i quick dogs e la griglia verniciabile seguono la famiglia R. La scelta S o R va mantenuta coerente con il resto del sistema per evitare cambi di carattere durante i movimenti. La modularità riduce inoltre variabili fra zone e tempi di messa a punto.