D212s: prestazioni da sala dedicata con un ingombro ancora progettuale
Due woofer da 300 mm in push-pull e 3000 W rendono il D212s il punto d'ingresso alla massima architettura Perlisten, senza arrivare alle dimensioni del D215s.
È destinato a chi sta costruendo un cinema privato serio ma deve ancora far convivere prestazioni e collocazione. Rispetto ai D15s e D12s cambia il principio di funzionamento: il secondo driver non serve soltanto ad aumentare la superficie, ma permette la cancellazione delle distorsioni pari tipica del push-pull.
Caratteristiche principali
-
Due woofer da 300 mm in fibra di carbonio
- Push-pull in cassa chiusa
- Amplificatore da 3000 W
- THX Dominus
- 668 x 420 x 550 mm; 68 kg
- Piano Black
Il candidato naturale per un cinema privato
Il D212s si adatta a sale dedicate medio-grandi dove un singolo 12 o 15 pollici potrebbe raggiungere prima i propri limiti. Mantiene autorità sulle colonne sonore ad alta dinamica, ma il frontale da 420 mm e l'altezza inferiore al D215s offrono più libertà dietro uno schermo fonotrasparente o lungo la parete frontale. È una scelta da progetto, non un accessorio aggiunto a posteriori.
Due 12 pollici contro un solo 15 pollici
Il confronto con D15s non si esaurisce nella superficie del cono. Nel D212s i due motori contrapposti lavorano per cancellare una parte della distorsione e delle reazioni meccaniche del cabinet. Il D15s può essere preferibile per semplicità e peso; il D212s è indicato quando si cercano contemporaneamente pressione, compostezza e ripetibilità ai livelli elevati.
Profondità senza lentezza
Un subwoofer di questa massa deve fermarsi con la stessa convinzione con cui accelera. Il caricamento in sospensione pneumatica, i diaframmi rigidi in carbonio e il controllo dell'amplificatore sono orientati a evitare code e rigonfiamenti. Nei contenuti musicali questo significa distinguere le note; nel cinema significa separare un impatto breve da un'onda profonda e continuativa.
Taratura senza ripetere l'intera dotazione
Il D212s utilizza la piattaforma digitale della Serie D già descritta sul D215s: DSP a 48 bit, processore a 32 bit, PEQ con tre memorie, fase regolabile, collegamenti RCA/XLR, app, touchscreen e trigger. Qui il valore pratico è poter memorizzare assetti diversi per visione notturna, ascolto musicale e piena dinamica cinematografica.
Collocazione e carico strutturale
I 68 kg richiedono una base stabile e uno spazio che permetta accesso ai collegamenti. Prima di scegliere il punto definitivo conviene misurare più posizioni: spostare il subwoofer può correggere cancellazioni che nessuna equalizzazione riesce a recuperare del tutto. La finitura lucida lo rende visibile, ma le proporzioni consentono anche l'inserimento in una parete tecnica ben ventilata.
D212s oppure D215s
Il modello superiore offre più spostamento d'aria e lavora con maggiore tranquillità nelle sale molto grandi o con più file. Il D212s punta invece a concentrare la qualità push-pull in un volume più gestibile. Per molti cinema domestici di fascia alta è la scelta più razionale: mantiene la tecnologia distintiva della Serie D e lascia più margine al posizionamento o all'impiego di una seconda unità.